domenica 7 febbraio 2016
Liberata dal cuore
Mi avevi chiusa
nel tuo cuore
per tenermi stretta
tra ventricolo e atrio
la mia vita
mescolata
al tuo temere.
Vissi così
per molto tempo
stritolata
tra sistole
e diastole
che mi lasciavano
appena respirare.
Non c'era più
un cielo da sognare
ne vento
da accarezzare
ed io capii
che l'unico rimedio
era quello
di romperti il cuore
per liberarmi,
Roma 23 febbraio 2016
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Soledoro

Questi tuoi versi sono stupefacenti: parole che di solito trovi in un trattato di cardiologia usate da te così morbidamente per indicare un incatenamento amoroso che ti costringeva in una prigione.
RispondiEliminaMalgrado questo trovi modo di tirar fuori espressioni come vento da accarezzare, dove il vento non è il soggetto ma il complemento oggetto, un modo diverso di pensare. A me piace tutto quel che esce dal tortuoso del normale e dell'usato quotidianamente. Per questo mi piace sto componimento poetico tuo.
Anche a me piace tutto quello che esce dalle righe. Un gioco fantastico che allarga gli orizzonti all'infinito. Grazie Vincenzo, un apprezzamento, il tuo, che mi fa pensare che qualcosa ho da dire, che posso far sognare.
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